Il pensiero di Ruy Mauro Marini e la sua attualità per le scienze sociali

di Carlos Eduardo Martins

L’articolo analizza l’opera di Ruy Mauro Marini evidenziandone i principali contributi alla teoria del capitalismo dipendente, ovvero le nozioni di supersfruttamento, subimperialismo, stato di controinsurrezione, stato di quarto potere, così come la sua valorizzazione del pensiero sociale latinoamericano. Allo stesso tempo, vengono segnalati alcuni aspetti inerenti l’attualità del suo lavoro.

Introduzione

mariniL’opera di Ruy Mauro Marini è senza dubbio tra le più importanti e originali del pensiero sociale e del marxismo nel XX secolo. Assai diffuso in America Latina, paradossalmente il pensiero di Marini è, a tutt’oggi, poco conosciuto in Brasile. Una situazione, quest’ultima, le cui ragioni sono molteplici.

In primo luogo, il colpo di stato militare del 1964, il quale lo allontanò dal paese prima che sviluppasse gran parte della sua produzione. Gli strascichi della dittatura, inoltre, continuarono a manifestarsi dopo l’amnistia del 1979, poiché, nel caso di Marini, essa venne estesa al campo professionale solamente nel 1987, quando venne reintegrato all’Università di Brasilia (UNB), dalla quale era stato espulso dai militari. In secondo luogo, la sconfitta dei movimenti rivoluzionari in America Latina negli anni Settanta, che diede adito alla ripresa dell’offensiva conservatrice, limitando in tal modo l’isolamento ideologiche delle dittature. Infine, il fatto che la strategia borghese di ridemocratizzazione fu in grado di articolare un nuovo consenso ideologico, trovando un campo d’azione specifico nelle scienze sociali. In particolare in Brasile, la Fondazione Ford svolse un ruolo estremamente importante, operando per costruire una comunità accademica in grado di dirigere la base economica che stava emergendo nel contesto democratico. Si andava dunque a sostituire l’approccio multidisciplinare – il quale aveva caratterizzato il pensiero latinoamericano negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta – con un punto di vista analitico, che frammentava le scienze sociali in discipline autonome esautorando gli interventi globali sulla società, limitandosi a gestire e adattare dimensioni sistemiche specifiche. Economia, politica, storia, sociologia, antropologia e relazioni internazionali diventavano “titolari” di determinati aspetti della realtà, respingendo la socializzazione dei loro specifici oggetti di conoscenza.

Fernando Henrique Cardoso è stato un pioniere nella strutturazione del ruolo svolto dalla Fondazione Ford in Brasile ed in America Latina. Ne è risultata una comunità accademica liberale, compromessa col dominio borghese e subordinata all’egemonia statunitense, ma che rigettava la dittatura e, in misura minore, l’imperialismo quali forme di esercizio del potere. Una comunità che ha consolidato posizioni nell’università brasiliana nei mezzi di comunicazione di massa, opponendosi alla reintegrazione dell’approccio latinoamericanista alla cultura politica brasiliana. La pubblicazione da parte del Centro Brasileiro de Análise e Planejamento (Cebrap) – istituzione finanziata dalla Fondazione Ford – di una critica dell’opera di Marini firmata da Fernando Henrique Cardoso e José Serra – senza la risposta dell’autore in questione, con la dittatura ancor in vigore, censurando in tal modo il dibattito svoltosi in Messico – ha contribuito a sminuire il lavoro di Marini in Brasile. Infine, lo smantellamento delle università pubbliche, nel corso dell’offensiva neoliberista, ha reso difficile la ricostituzione di una scienza sociale più affine agli interessi delle maggioranze. Tuttavia, proprio la crisi economica, sociale, politica e ideologica del neoliberismo danno impulso ad una rilettura dell’opera di Marini, al fine di riflettere sui dilemmi dell’attualità.

L’opera di Marini sviluppa quattro temi di grande rilevanza. Primo, l’economia politica della dipendenza, che a partire dagli anni Novanta si converte in economia politica della globalizzazione. Secondo, l’analisi del modello politico latinoamericano. Terzo, il socialismo come movimento politico ed esperienza statale e civilizzatrice, aspetto che detiene una posizione preminente nella sua opera. Quarto, il pensiero latinoamericano, del quale sistematizza e analizza, nel corso degli anni Novanta, le principali correnti, ponendosi l’obiettivo della sua revisione critica al fine di affrontare le sfide del XXI secolo.

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